La Lussuria e i 7 vizi o peccati capitali

Per il Cattolicesimo la Lussuria è uno dei sette vizi o peccati capitali, il “vizio impuro”, al di fuori della norma morale.

E’ causa di svariati effetti negativi in ambito religioso o più specificatamente sul libero arbitrio:

- grave turbamento della ragione e della volontà
- accecamento della mente
- incostanza ed incoerenza (rispetto ai valori proposti)
- egoistico amore di sé (egoismo, egotismo, negazione dell’amore per il prossimo)
- incapacità di controllare le proprie passioni

Per la dottrina cattolica la lussuria è frutto della concupiscenza della carne ed infrange sia il Sesto Comandamento che vieta di commettere atti impuri sia il Nono che riguarda il desiderare la donna d’altri.

Fra questi atti impuri la Chiesa indica tanto le azioni concrete materialmente compiute in materia di sessualità non finalizzata alla procreazione e all’unione in seno al matrimonio, quanto il solo desiderio e l’immaginazione (“chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.”, Vangelo di Matteo 5,28).

Il Catechismo della Chiesa Cattolica sintetizza:
Tra i peccati gravemente contrari alla castità, vanno citate la masturbazione, la fornicazione, la pornografia e le pratiche omosessuali. (CCC
n.2396)

L’adulterio e il divorzio, la poligamia e la libera unione costituiscono gravi offese alla dignità del matrimonio. (CCC n.2400)

Tuttavia è interessante notare come nel Deuteronomio e nel libro dell’Esodo della Bibbia il sesto comandamento sia in realtà “Non commettere adulterio”; questo rivela un’intenzione originale di focalizzarsi più sulla fedeltà coniugale, che su un più generale controllo delle proprie passioni sessuali.

Il “voluttuoso diletto”, come lo si chiamava in datata saggistica , è per la Chiesa peccato mortale e, subito dopo il peccato d’orgoglio, è il maggior impedimento al progresso spirituale.

I sette vizi capitali sono:

  1. Superbia> sfoggio della propria superiorità rispetto agli altri.
  2. Avarizia> mancanza di generosità, colui che è taccagno, ma in origine indicava la tendenza all’accumulo eccessivo ed ingiustificato, la tesaurizzazione.
  3. Lussuria> dedizione al piacere e al sesso
  4. Invidia> desiderio malsano verso chi possiede qualità, beni o situazioni migliori delle proprie
  5. Gola> abbandono e esagerazione nei piaceri della tavola
  6. Ira> il lasciarsi facilmente andare alla collera
  7. Accidia>la pigrizia, l’ozio, la poca voglia di fare, l’apatia, il disinteresse verso gli altri, verso se stessi, e verso la vita

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